Una consulta per le attività produttive

 

I dati sull’andamento economico della maggior parte delle aziende presenti nel territorio Modugnese sono allarmanti. Il settore, già in crisi da anni, vede aumentare lo stato di sofferenza a causa della pandemia e degli ultimi dispositivi normativi sul fenomeno emergenziale. Alla luce di quanto accade risulta di fondamentale importanza avviare, con la massima urgenza, un confronto tra l’amministrazione pubblica e il settore delle attività produttive.

Un confronto/raccordo tra l’amministrazione locale e le varie associazioni di categoria che favorisca le azioni e le soluzioni proposte dal mondo produttivo. È nel programma politico di questa amministrazione la costituzione delle consulte cittadine al fine di favorire e garantire equità, democrazia e trasparenza nelle attività istituzionali.

È del tutto evidente che la costituzione di una Consulta per le Attività Produttive agevolerebbe il superamento delle difficoltà che gravano sulle categorie produttive. Artigiani, commercianti, ristoratori, operatori turistici e dei servizi, agricoltori, attendono con fiducia questa “prima pietra” sulla quale sviluppare le sinergie utili alla salvaguardia dell’economia modugnese. Con la Consulta l’amministrazione avvierebbe il positivo confronto con le associazioni di categoria sulle misure più opportune per la difesa di tanti posti di lavoro

La consulta, strumento di conoscenza delle realtà e dei bisogni locali, agevolerebbe l’Amministrazione nella elaborazione di politiche di promozione e di sviluppo delle attività economiche. Promuoverebbe la ricerca di finanziamenti, l’elaborazione di progetti, incontri, dibattiti e iniziative mirate alla crescita dei settori del commercio e delle attività produttive in genere.

Sarebbe uno strumento prezioso, un interlocutore propositivo e consultivo per conoscere le problematiche dei commercianti, degli artigiani e delle attività turistiche e ricettive del territorio. Inoltre, in discontinuità con le passate amministrazioni, la consulta riporterebbe lo sviluppo dei settori produttivi, da troppo tempo trascurati, al centro della discussione politica. Una Politica vera, quella con la P maiuscola, quella che mette in campo tutte le energie per agevolare l’impegno di chi genera lavoro nel territorio.

Un archivio storico a Modugno

“La storia di un paese è piccola cosa rispetto alla storia della Nazione ma è una grande cosa per i cittadini di un comune. Come in una casa ogni ricordo o cimelio degli antenati è quanto di più caro possieda una famiglia onde è custodito con amorosa cura, così in una borgata ogni pur piccolo valore artistico o storico, ogni istituzione, ogni avvenimento del passato costituisce per la cittadinanza un prezioso patrimonio da conservare e tramandare”.
Così scriveva Don Nicola Milani nella sua opera sulla storia della nostra città.

Abitato fin dall’”età della pietra levigata”, il territorio di Modugno ha conservato, fino al sopraggiungere dell’industrializzazione, il suo preminente carattere agricolo. È indicativo a tale riguardo che nel documento del 1021 si parla di un vigneto in “loco Medunio” concesso in garanzia di un prestito.

Da Traccoguda “de loco Medunio” in poi, decine di personaggi insigni sono elencati nella storia “scritta” di Modugno. Storia che il prof. Macina, Michele Ventrella della ProLoco, Anna Gernone, Nicola Conte e altri ancora ci tramandano, come Don Milani invitava a fare.

Quasi tutti i documenti storici di Modugno sono conservati presso l’archivio di Stato di Bari. Molti altri sono conservati negli archivi delle famiglie più antiche di Modugno, come Palmieri, Longo, Capitaneo, Cesena, Brayda, Scarli, Stella ecc.

Una famiglia in particolare, i Capitaneo, conservano un grande archivio in cui sono presenti documenti preziosi per la loro unicità e fattura. Come il diploma di “Cavaliere Aurato” del 18 aprile 1518, concesso dal Re di Polonia, Sigismondo I, al novarese ma già residente a Modugno, Guarino Capitaneo.

A tale proposito, in concomitanza con i festeggiamenti per i mille anni dal primo documento storico di Modugno sarebbe opportuno programmare l’istituzione dell’”archivio storico modugnese”. Partendo magari dal richiedere alla famiglia Capitaneo la concessione perpetua del loro archivio in favore della città che li accolse al seguito di Isabella D’Aragona. Archivio che troverebbe la sua degna collocazione nel restaurando “palazzo della cultura” insieme a tutti gli altri documenti conservati nell’archivio di Stato di Bari.

Il consigliere ASI non si smuove

 

Lo scorso mese di febbraio chiedevo, all’ex sindaco Magrone, di adoperarsi affinché l’ing. Di Febo, da lui nominato, si dimettesse dal consiglio ASI. Non avrebbe “regalato” nulla alla nuova amministrazione ma avrebbe reso un servizio utile alla città. Forse, o più probabilmente, preso da altre incombenze, l’ex sindaco non ha avuto il tempo materiale per contattare il consigliere per invitarlo a dimettersi. Intanto, l’ing. Di Febo, continua a rappresentare, con una efficacia ignota ai più, la città di Modugno nel consiglio dell’Area di Sviluppo Industriale di Bari-Modugno.

Cosa si potrebbe fare? Chiedere semplicemente al consigliere di dimettersi non sembra una soluzione fattibile, avrà i suoi buoni motivi se non lo ha ancora fatto spontaneamente. L’alternativa sarebbe una lettera di sfiducia verso il consigliere inviata al consiglio ASI, sollecitando il consiglio stesso a procedere con la revoca dell’incarico. Dopodiché il consiglio ASI procederebbe alla nomina del consigliere che l’attuale amministrazione, sentito il parere del consiglio comunale, avrà indicato.

In merito a questa questione così scrivevo Il 24 febbraio:

“Modugno ha bisogno di un consigliere che si occupi, stabilmente e per più delle ore giornaliere necessarie, delle aziende e degli insediamenti produttivi del territorio. Un consigliere ASI che si interfacci con l’amministrazione e con i rappresentanti locali degli artigiani e dei lavoratori, per raccogliere pareri e fornire suggerimenti. Che promuova iniziative imprenditoriali, che raccolga finanziamenti e solleciti le imprese ad afferrare opportunità di sviluppo del lavoro nel territorio modugnese.”

Aggiungo che per l’imminente avvio delle ZES (Zone Economiche Speciali) sarà necessario collaborare con i comuni di Bitonto, Giovinazzo e Molfetta, non solo con Bari. L’auspicio è che con un consigliere che lavori in sinergia con l’amministrazione, si possano, finalmente, creare i presupposti per rilanciare l’imprenditoria dell’intero territorio.