Il consigliere ASI non si smuove

 

Lo scorso mese di febbraio chiedevo, all’ex sindaco Magrone, di adoperarsi affinché l’ing. Di Febo, da lui nominato, si dimettesse dal consiglio ASI. Non avrebbe “regalato” nulla alla nuova amministrazione ma avrebbe reso un servizio utile alla città. Forse, o più probabilmente, preso da altre incombenze, l’ex sindaco non ha avuto il tempo materiale per contattare il consigliere per invitarlo a dimettersi. Intanto, l’ing. Di Febo, continua a rappresentare, con una efficacia ignota ai più, la città di Modugno nel consiglio dell’Area di Sviluppo Industriale di Bari-Modugno.

Cosa si potrebbe fare? Chiedere semplicemente al consigliere di dimettersi non sembra una soluzione fattibile, avrà i suoi buoni motivi se non lo ha ancora fatto spontaneamente. L’alternativa sarebbe una lettera di sfiducia verso il consigliere inviata al consiglio ASI, sollecitando il consiglio stesso a procedere con la revoca dell’incarico. Dopodiché il consiglio ASI procederebbe alla nomina del consigliere che l’attuale amministrazione, sentito il parere del consiglio comunale, avrà indicato.

In merito a questa questione così scrivevo Il 24 febbraio:

“Modugno ha bisogno di un consigliere che si occupi, stabilmente e per più delle ore giornaliere necessarie, delle aziende e degli insediamenti produttivi del territorio. Un consigliere ASI che si interfacci con l’amministrazione e con i rappresentanti locali degli artigiani e dei lavoratori, per raccogliere pareri e fornire suggerimenti. Che promuova iniziative imprenditoriali, che raccolga finanziamenti e solleciti le imprese ad afferrare opportunità di sviluppo del lavoro nel territorio modugnese.”

Aggiungo che per l’imminente avvio delle ZES (Zone Economiche Speciali) sarà necessario collaborare con i comuni di Bitonto, Giovinazzo e Molfetta, non solo con Bari. L’auspicio è che con un consigliere che lavori in sinergia con l’amministrazione, si possano, finalmente, creare i presupposti per rilanciare l’imprenditoria dell’intero territorio.

Lettera aperta al Sindaco

 

Circola da un po’ sui social la lettera inviata al sindaco Nicola Bonasia dall’ex candidato sindaco di Italia Giusta, Pietro (Pierino) Losole. Nella sua lettera al sindaco, l’attuale consigliere, prende le distanze dal quell’antifascismo “buono per tutte le stagioni” che ultimamente ha intasato le pagine dei social. L’argomento era la vicenda (stucchevole ormai) del consigliere di maggioranza Davide Tosca e del “saluto romano”. Discostandosi dalle critiche dei poppanti politici, smaniosi di apparire grazie al riverbero del pensiero unico, il noto professionista chiarisce questioni non di poca importanza. Quello che però impressiona di più è il sottinteso invito allo studio delle problematiche politiche rivolto agli antifascisti a gettone. Come il “né da dò, né da dà, ma da mò s fasc com digg e avast” che rimarrà a lungo nella memoria dell’oscuro destinatario.

Questo il link della lettera di Losole a Nicola Bonasia

Il consigliere ASI – questo sconosciuto

Il 70% dei 1000 ettari su cui si sviluppa il consorzio ASI fa parte del comune di Modugno. Se tale percentuale fosse rispettata per la composizione del Consiglio di Amministrazione, Modugno potrebbe nominare 3 dei 5 consiglieri, compreso il Presidente. Ma non funziona così; è solo grazie alla “clemenza” degli altri 7 soci del Consorzio se Modugno riesce a nominarne solo uno (e non sempre). Al Comune/città Metropolitana di Bari, sulle aree della quale sorge la parte minore del consorzio, vanno invece il presidente e un consigliere. Gli altri due consiglieri sono nominati rispettivamente dalla Camera di Commercio e dalla Confindustria di Bari. Giovinazzo, Bitonto e Molfetta, gli altri soci del consorzio, raramente hanno visto rappresentati i loro interessi industriali nel C.d.A. del Consorzio.

Nel settembre del 2019, il sindaco Nicola Magrone si dimise dal CdA e nominò, in sua vece, l’ing. Massimiliano Di Febo. Professionista impegnato nelle attività di amministrazione e finanza come direttore generale di una società di progettazione. Un ruolo certamente gravoso che lo impegna costantemente e non gli permette di svolgere appieno il suo mandato di consigliere/difensore delle attività produttive modugnesi.

Nomina prettamente fiduciaria da parte del sindaco Magrone. L’ing. Di Febo è stato candidato due volte alle comunali, nel 2015 per il candidato sindaco Nicola Magrone e nel 2020 per Pietro Losole. Nelle due competizioni, molto probabilmente a causa dei suoi impegni professionali, non ha raccolto un ampio consenso elettorale. La seconda volta, pur rappresentando da oltre un anno il comune di Modugno nel CdA ASI, ha raccolto meno di 20 voti.

Modugno ha bisogno di un consigliere che si occupi, stabilmente e per più delle ore giornaliere necessarie, delle aziende e degli insediamenti produttivi del territorio. Un consigliere ASI che si interfacci con l’amministrazione e con i rappresentanti locali degli artigiani e dei lavoratori, per raccogliere pareri e fornire suggerimenti. Che promuova iniziative imprenditoriali, che raccolga finanziamenti e solleciti le imprese ad afferrare opportunità di sviluppo del lavoro nel territorio modugnese.

Tutto questo non è stato fatto, certo per mancanza di tempo, ma l’ing. Massimiliano Di Febo dovrebbe rimettere il proprio incarico a disposizione dell’attuale amministrazione.

Una “moral suasion” dell’ex sindaco Magrone, affinché l’attuale consigliere si dimetta, non sarebbe un “regalo” per il suo successore Bonasia ma per l’intera Modugno.