Un salto nell’immenso: la poesia.

E’ esattamente questa la sensazione che si riceve nell’ascolto dei versi ‘partoriti’ da Silvia De Luca, come da lei stessa affermato; quattordici poesie all’interno di un libro dal titolo ‘Pollini: voli pindarici tra paure e speranza’, con la prefazione di Nicola Ingravallo, edito da Eliotecnica Meridionale, promosso dall’Associazione di Volontariato Stargate – Universal Service, presieduta da Mariella Ragnini e con la collaborazione di BancApulia.

 

 

Una serata, quella del 14 giugno, presentata da Fulvio Faggiana, con l’intervento della scrittrice Elvira Sarli e del poeta Oronzo Luizzi, all’insegna della scoperta del sé di ognuno di noi, in cui i versi hanno rappresentato l’input e il nostro animo ha fatto il resto, nella ricerca delle nostre più recondite sensibilità; fine che proprio Silvia De Luca ha voluto evidenziare. “Spesso ci sforziamo di analizzare i particolari che fanno delle cose oggetti di desiderabile e fugace consumo…senza ammirarne la forma, i colori, l’intensità, i profumi. Così facciamo con le cose e, spesso con noi stessi” ha detto. Poi: “La poesia è quella lente d’ingrandimento con cui, oltre a scrutare le moltitudini sabbiose e mobili del nostro essere, possiamo, lentamente, come per miracolo, tornare a riva; rinascere per testimoniare quel che abbiamo visto nella terra madre della nostra coscienza e che abbiamo trasformato in polline, leggero e festoso. Non in polvere o in cenere destinata a soccombere, ma in polline, l’unico materiale in grado di volare dalla terra al cielo”.

Nel mezzo di proiezioni di immagini rappresentative di opere del pittore albanese Arben Shira, i versi di Silvia, come desidera essere chiamata, egregiamente recitati da Valerio Bianco e Donatella Ventura, intervallati dall’accompagnamento vocale della voce suadente di Rosanna Turrone, in accordo al maestro Armando De Luca. 
‘Fiori di campo’ (…assistono ignari al tramontar del sole…), ‘Ad Angelo’, il suo fidanzato (…misericordia e perdono per mondarci), ‘Venezia’ (…il suo profilo s’intravede allo sbattere dell’onda). E ancora: ‘Il primo giorno’, ‘Amnios’, ‘Nuvola’ (dedicata ad una cara zia), ‘Nota’ (…come parte del tutto che supera le parti), ‘Luna’ (…scenografia del sogno), ‘Amori’ (…si ricompongono come frammenti di un’unica pulsione), ‘Mattino’ (…arriva come una promessa), ‘Cartolina’ (…non ti stanchi di arrivare come un eterno indissolubile di un eterno rimembrare), ‘Segni d’interpunzione’ (…come fili d’imbastito,…discreta impronta solcata al passo dello scrivente), ‘Prole della prole’ (…versi bagnati e poi asciugati), ‘Periferia’ (…mondo che dorme…di panni stesi al vento…da cui fuggo e a cui ritornare).
“Siamo tutti servitori dell’arte, anche coloro che credono di non essere artisti, poiché siamo tutti delle risorse”,
è stata la conclusione di Silvia De Luca
Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto da Stargate a corsi di musicoterapia per volontari da preparare all’assistenza ai diversamente abili.

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