Il Palazzo della Direzione adibito a Museo

 
In passato del Regio Governatore, in seguito convertito in Istituto Detenzione e, infine a scuola. E’ la storia dell’Ex Direzione, più di 400 anni della nostra storia attraverso le voci di dieci fantasmi. Restaurato solo negli ultimi anni, il palazzo sarà destinato a museo. Quattrocentoquarantatre anni di storia. Da sede del regio governatore al rumore dei passi dei bimbi che ne abitavano gli ambienti come aule di scuola, al silenzio e all’abbandono degli ultimi decenni. Ed ora sono proprio i fantasmi a far rivivere quelle mura. E’ il Palazzo ex Direzione, che il Comune ha di recente ristrutturato offrendolo alla città come luogo di cultura. Uno di quei contenitori culturali di cui tanto si è parlato e si parla e della cui carenza questa città ancora soffre. Un museo dedicato alla storia di Modugno. E’ questo che vorrebbero fare di quel palazzo situato tra piazzetta La Corte e via Vito Carlo Perrone, noto come “Palazzo della Direzione”. “E’ il primo palazzo pubblico del Comune, oltre che quello più antico, come viene attestato dall’anno scolpito nello stemma di Modugno (1568), presente sulla facciata di piazzetta la Corte. Era sede del Regio Governatore che, nominato dal governo napoleonico, aveva numerosi compiti amministrativi, controllava l’amministrazione dell’Università di Modugno e svolgeva anche il ruolo di giudice per piccoli reati. Dopo l’Unità d’Italia, cadendo la struttura burocratica del Regno delle Due Sicilie, il palazzo fu utilizzato come carcere e sede giudiziaria. All’inizio del Novecento, dopo la soppressione del Monastero delle Olivetane, quando il carcere e gli uffici giudiziari furono trasferiti a Palazzo Santa Croce (l’attuale sede del Comune), i due piani del palazzo diventarono sede della direzione didattica e di alcune classi di scuola elementare”. Questa breve cronistoria dell’edificio è tratta da una sintesi riportata sul libricino dal titolo “Museo delle Stelle, alla scoperta di un luogo antico”, realizzato in occasione di una innovativa rappresentazione teatrale proprio tra le mura del palazzo. I fantasmi di cui si parlava all’inizio sono figure femminili classiche che raccontano le loro storie citando brevi passi di famose opere letterarie del passato, con l’intento di far rivivere quelle storie, quel passato, come si vuol far rivivere uno tra i palazzi più antichi della nostra città. L’iniziativa, curata dall’attore modugnese Roberto Petruzzelli, è stata patrocinata dalla Fidapa. “Il museo delle stelle – si legge nell’opuscolo – è il museo delle donne protagoniste di grandi scelte d’amore, scelte di vita che hanno da raccontare anche oggi all’animo di ciascuno di noi”. E così un’austera bidella, impersonata da Anna Grande, guida gruppetti di curiosi visitatori attraverso le storie tormentate della Lena di Buchner (Mariantonietta Cutrone), della Francesca da Rimini di Dante (Tina Vitucci), e delle donne di Shakespeare: Lady Macbeth (Elsa Stangarone), Ofelia (Loretta Cozzi), Regina Gertrude (Ketty Mangialardi), Desdemona (Annalisa Pellecchia), Giulietta e sua madre madama Capuleti (Rosanna Pastore e Lucia Pascazio). E, non ultima, la nostra regina Bona Sforza (Lucia Altobello). Un’esperienza che le stesse attrici hanno definito “meravigliosa”. Ma spenti i lumi di quelle stanze rinate a nuova vita per qualche ora grazie alle lacrime e ai lamenti di queste donne, che ne sarà del palazzo? Quando l’annunciato museo prenderà forma? Arte, cinematografia, teatro, musica nell’ex mattatoio comunale spazio alla creatività dei giovani modugnesi  La ristrutturazione dell’immobile si è conclusa ormai da mesi, la gestione è stata affidata alle Acli, si attende solo l’inaugurazione delle sale multimediali destinate alle attività culturali. E’ ormai pronto da mesi e noi modugnesi non vediamo l’ora di viverlo. L’ex mattatoio completamente ristrutturato potrà presto offrire alla nostra città spazi e opportunità che Modugno non ha mai avuto. La struttura, costruita negli anni ’30, diventerà un centro polifunzionale con laboratori multimediali, musicali e uno spazio sulla imprenditorialità. L’importo totale del progetto “Deriva creativa” è di 1 milione 140mila euro a carico per il 55% della Regione (630mila euro nell’ambito del progetto “Bollenti Spiriti”) e per il 45% del Comune di Modugno (510mila euro). I lavori sono cominciati a maggio 2009 e sono terminati da poco.

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