Modugno X-III – MDCCXCIX V/S X – III – MMXX

Calmi, state calmi, non è la formula del vaccino antiviruscorona e nemmeno il vecchio sogno dei risultati della schedina vincente del totocalcio; è l’innocuo passatempo di un nullafacente costretto sul divano di casa da un altro tipico prodotto cinese. Oggi si commemora il CCXXI anniversario dell’assedio di Modugno ad opera di una sessantina di armati, guidati da un gioiese, Francesco “Ciccio” Soria. La storia di quegli avvenimenti è stata più volte raccontata in maniera tanto esauriente per cui è possibile evitare un ulteriore replica.

Quello che si può fare invece è trovare delle similitudini fra gli avvenimenti attuali e quelli dell’epoca.

Nel 1799 Modugno, aveva aderito alla Repubblica Napolitana, (con la i) e in quei giorni difendeva la sua “giacobinità” dagli assalti dei “Sanfedisti” del Cardinale calabrese Fabrizio Ruffo. Antenato di quel Rosario M. Ruffo, commissario prefettizio che ha guidato l’amministrazione comunale dopo i tragici avvenimenti del 2012? Non si sa, non è dato sapere, ma è una coincidenza interessante anche se contrastante: il Cardinale si opponeva ai giacobini, il Commissario è andato via e sono arrivati i similgiacobini.

A Modugno – in quell’anno di fine secolo che vide la fine dell’Ancien Régime con i sanguinosi distacchi dagli augusti colli di varie teste coronate – i difensori civici videro apparire in loro soccorso una donna di nero vestita (la Madonna, venerata dagli assedianti sanfedisti, presumibilmente, le aveva demandato il ruolo di difensore della città) che, come raccontano le cronache del tempo, deviò i pericolosi proiettili sparati verso di loro. Oggi X-III-MMXX, a Modugno, con l’obbligo ai domiciliari, i modugnesi in questa ultracentenaria ricorrenza non possono fare altro che affidarsi davvero all’opera protettrice della Madre di tutti i credenti per tornare a superare la soglia di casa senza incorrere in pene capitali. Ancora di più ci si affida ai poteri celesti per non incorrere nella manzoniana accusa di “untori” del micidiale virus cinoitaliano.

Non ci resta che piangere, come diceva …. (non mi ricordo chi) e sperare in ogni caso che in questo anno bisestile, fra le tante disgrazie che si prospettano per i prossimi mesi, ci sia una lieta scadenza, quella definitiva dei governi similgiacobini che amministrano la nazione, la regione e il comune.

Eh Madonna meh, a te si affida Modugno anche oggi.

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2 commenti

  1. fedele pastore

    “Il commissario è andato via e sono arrivati i similgiacobini”. Egregio direttore, ti conosco uso a fare ricorso a esternazioni ardite, a similitudini coraggiose, a metafore anche temerarie, tirate fuori in un fraseggio talora abbondante, talora asciutto teso alla condivisione o al dissenso sulle “cose” della nostra quotidianità o della cosiddetta nostrana politica. Stavolta, però, consentimi di farti rimarcare che – riferendoti all’amministrazione in carica a Modugno – “similgiacobini” mi appare improprio e anche sconveniente. Mi dirai: “ma io ho messo il prefisso simil”. E io: “ritieni per davvero che in qualche modo possa esservi un sia pur lontano apparentamento a quei rivoluzionari che si ispiravano alle idee di Montesquieu, di Rousseau, di Voltaire (non sia mai)? Ritieni che atti, azioni, provvedimenti, eloquio, comportamenti siano stati guidati, sia pur lontanamente, da quella cultura?
    O, invece, non siano stati ispirati da una cultura antitetica? Quindi – per me – non sono per niente simil. E – bada bene – avrei dissentito lo stesso se avessi prefisso un “meta” o un “para”. E’ il “giacobini” che contamina il tutto. Probabilmente, in un contesto diverso, avrei più apprezzato un “neoFOGLIANTI”, giusto per appagare la tua voglia inesorabile di menar mazzate a quelli lì. NeoFOGLIANTI – beninteso – quelli comandati dal Lafayette che faceva sparare schioppettate dalla Guardia Nazionale contro il popolo che chiedeva libertà e Repubblica. E qui , ora, mi viene spontaneo chiederti: “ perché non hai rispolverato qualche aggettivazione riferentesi al nostro ventennio del secolo scorso”? O, se ti piacciono i francesi, qualche aggettivazione riferentesi al periodo di Philippe Pétain sempre del secolo scorso? Bèh direttore, l’ho fatta un po’ lunga e spero mi perdonerai, almeno tu che vieni dalla cultura della tolleranza e della generosità.
    Infine “non ci resta che piangere” è un film di Massimo Troisi di tanti anni fa e nemmeno tanto bello. Naturalmente secondo me.

  2. Caro prof, non concordo affatto con il suo suggerimento di smarcare i similgiacobini attuali dai tardoilluministi che nel decennio precedente alla “visione mistica” modugnese del X-III di cui sopra, attuarono un “regime del terrore” di cui, quello attuale, ritengo sia “simile” in sedicesimo.
    I nomi dei giacobini di allora, che applicarono parte (o troppe secondo i punti di vista) delle teorie politiche degli – da te ritenuti – esimi enciclopedisti, sono ricordati nei libri di Storia accanto a quelli di monsieur François-Marie Arouet; di mister John Locke; del barone di La Brède e di Montesquieu Charles-Louis de Secondat, di Jean-Jacques Rousseau (il più pericoloso di tutti perché pur essendo già morto l’anno prima vive ancora oggi in una piattaforma parlante) con il suo collaboratore Denis Diderot; Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert; tutti all’epoca “fortunati” defunti ai quali fu risparmiato lo scempio di vedere realizzate le loro abbaglianti idee. Auguro ai similgiacobini di oggi la stessa gloria postuma di quelli di allora.
    Anche accostare gli attuali similgiacobini, causa di tanti contrasti e doglianze dei modugnesi, a quel marchese di La Fayette, Gilbert du Motier, primo “eroe dei due mondi” (nel secolo successivo se ne sarebbero aggiunti altri meno nobili) che da capo della Guardia Nazionale, usando tutto il suo potere e tutta l’influenza del suo nome pose un freno alla dilagante anarchia e ai soprusi perpetrati contro il popolo è, mi permetto di dirle, un “malsinistro” (con la memoria sinistra che condanno) tentativo di accreditare a questa mia “parte” quelli che lei avrebbe ben volentieri appellato “neoFOGLIANTI”.
    Così come invitarmi ad accostarli a personaggi del millennio scorso non mi pare possa giovare ad una sana contrapposizione politica, quella, mi permetta di ricordarle, sempre da entrambi auspicata.

    P.S.
    Spero termini presto il “non ci resta che piangere”

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