Benvenuta, Palmina

Modugno intitola una piazza a Palmina Martinelli – 4 giugno 2016, ore 20.00

palmina

Era l’11 novembre 1981 quando Palmina Martinelli, una ragazzina di soli 14 anni, di Fasano (Brindisi), venne aggredita in casa da due giovani che conosceva e che volevano farla entrare in un giro di prostituzione: la ragazzina si rifiutò di seguirli e le fu dato fuoco. Venti giorni dopo, la piccola Palmina, che a tutti coloro che la soccorsero denunciò i suoi aggressori, morì nel Policlinico di Bari. Per l’assoluzione in primo grado degli imputati della sua morte (il 22 dicembre 1983), il pm inquirente, Nicola Magrone, commentò: “In realtà è un ammonimento terribile a non parlare più, a tacere, un ammonimento per chiunque viva qualcosa del genere a non chiedere di essere creduto o smentito perché bugiardo e calunniatore”.

Nicola Magrone, il pm che all’epoca dei fatti indagò sulla vicenda e sostenne l’accusa, oggi è sindaco di Modugno (Bari), cittadina che domani, 4 giugno 2016, intitola una piazza all’adolescente coraggiosa che in punto di morte fece i nomi dei suoi presunti assassini. “Palmina è stata dipinta come una bugiarda, una ragazzina che in punto di morte aveva perfino calunniato i suoi aguzzini. Sono ancora fiducioso che Palmina ottenga giustizia. È una battaglia di civiltà”, spiega Magrone.

La cerimonia di intitolazione a Modugno avrà luogo dalle 20.00: sarà intitolato a Palmina il Largo antistante la Chiesa dei Cappuccini in via X Marzo. Seguirà (ore 20.30) una rappresentazione teatrale con Barbara Grilli: “Palmina – Amara Terra Mia”, scritto e diretto da Giovanni Gentile.

La sorella di Palmina, Giacomina Martinelli, nell’ottobre 2012, con l’avv.Stefano Chiriatti, ha presentato una denuncia contro ignoti perché fossero riaperte le indagini sull’omicidio di Palmina. L’intento era di ottenere dai giudici non tanto una affermazione di responsabilità dei suoi aggressori – dal momento che coloro che vengono accusati da Palmina sono stati assolti e non possono più venire giudicati per lo stesso reato – quanto una ‘attestazione’ giudiziaria che Palmina non si suicidò ma fu uccisa. E la procura di Brindisi ha risposto a questa richiesta. «E’ ragionevole ritenere che fu un omicidio»: hanno sostenuto i pm brindisini (il procuratore, Marco Dinapoli, e il sostituto Daniela Chimienti), dopo aver valutato la questione, ma hanno, tuttavia, chiesto e ottenuto dal gip l’archiviazione del caso ritenendo che gli elementi di accusa che emergono siano riferibili a persone già giudicate e quindi non più processabili.

Anche contro la decisione del gip di archiviare la vicenda, Giacomina Martinelli ha fatto opposizione. La Corte di cassazione, nell’aprile 2016, ha dunque stabilito che le indagini vanno riaperte e che della questione deve occuparsi la Procura della Repubblica a Bari.

 Il fatto che la Procura e il gip di Brindisi prima e la Cassazione ora ritengano “ragionevole” che si sia trattato di un omicidio doloso è un passo importante – secondo Magrone – quantomeno per consentire una “riabilitazione morale” della giovane vittima e della sua “credibilità” dopo che la stessa Corte di Cassazione, nel 1989, aveva deciso l’assoluzione degli imputati con la formula ‘perché il fatto non sussiste’.

COMUNICATO STAMPA SEGRETERIA SINDACO MAGRONE

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