Consiglio comunale fiume sullo strappo con l'Udc e le ultime nomine tecniche

Ore 18. Il presidente del Consiglio comunale, Scippa, fa l’appello e apre la seduta. Ore 00.50 si conclude la discussione dei primi due punti all’ordine del giorno “Comunicazioni del Presidente” e “Dichiarazioni del Sindaco”. Rinviati al 6 marzo gli altri argomenti “Approvazione verbali sedute precedenti” (23 voti a favore, 2 assenti) ed “Elezione del Vice Presidente del Consiglio Comunale” (17 voti a favore, 8 assenti). Sulla proposta di rinvio dell’argomento “Regolamento del Consiglio Comunale. Modifiche ed integrazioni” manca il numero legale: quasi tutti i consiglieri, incappottati, lasciano l’aula senza rispondere all’appello. Sul sito del Comune di Modugno il Consiglio comunale di ieri è riassunto più o meno così. Ma quello che è accaduto nelle 7 ore di discussione dei primi due punti, merita un resoconto decisamente puntuale. La lunga discussione, che vedrà protagonisti, uno ad uno, tutti gli assessori e i capigruppo, viene avviata da un intervento del sindaco, Mimmo Gatti. Quasi 40 minuti in cui il primo cittadino tenta di tracciare un bilancio di questi primi 9 mesi di governo della città. Avrebbe voluto – dice – farlo a un anno dall’insediamento “per evidenziare le criticità e individuare eventuali correttivi”. Ma si vede costretto a farlo adesso. Del resto le ultime vicende politiche, l’uscita dell’Udc della maggioranza (argomento che infuoca il dibattito politico della serata), la nuova e vecchia Giunta e, non ultima, la richiesta della Puglia per Vendola di rinnovare la fiducia al sindaco, hanno reso doveroso questo resoconto.

Situazione economia difficile, nuove norme penalizzanti per gli enti locali, strutture burocratiche e amministrative precarie, con la prospettiva di un ulteriore indebolimento con il pensionamento di 12 dipendenti. C’è tutto questo nell’intervento di Gatti, che non risparmia commenti sui lavoratori a rischio della “Om Carrelli Elevatori” dopo la brusca interruzione delle trattative per la riconversione dello stabilimento. E ancora sul contenzioso che ha costretto l’Ufficio di Piano a restare privo di responsabile fino ad oggi (il Tribunale del Lavoro ha dato ragione al Comune nella causa intentata da Ernesto Chiarantoni), con la nomina di Francesca Vinella, responsabile dell’ufficio servizi sociali del Comune di Bitritto. All’analisi delle criticità segue lo sguardo ottimistico verso il futuro di questa amministrazione: “Abbiamo un Consiglio comunale rinnovato e giovane, con un’età media di 44 anni, una Giunta tutta nuova alla prima esperienza amministrativa guidata da un sindaco nuovo ma forte di una certa esperienza”.

“Sono convinto – dice Gatti – che siano stati posti in essere le premesse e i semi fondamentali per lo sviluppo della città, dal Pug (Piano Urbanistico Generale, ndr), che deve guardare non solo alla cementificazione ma anche alla sostenibilità ambientale e al recupero, fino al Piano Urbano del Traffico, momento di grande confronto con la città, e ancora la diagnosi energetica degli edifici comunali, il progetto di Rigenerazione urbana (si attende per marzo la risposta della Regione sui finanziamenti)”. Gatti non dimentica i lavori per l’interramento della Ferrovia, che dovrebbero partire in estate e annuncia che l’appalto per le strade partirà presto, dopo che la ditta assegnataria ha rinunciato e si è dovuto riaprire il bando. “Modugno – dice Gatti – sarà nei prossimi anni un grande cantiere”.

“Sono stati mesi importanti in cui ci siamo conosciuti meglio. Abbiamo carpito le caratteristiche gli uni degli altri. Non ho la presunzione di avere sempre la verità in tasca ma amo mettermi in discussione e confrontarmi. Il sindaco è chiamato a prendere decisioni in libertà ed è stato un atto di grande coraggio, da parte dei partiti di maggioranza, darmi la possibilità di operare in questo modo”. Il riferimento è alle ultime nomine assessorili, che non poche polemiche hanno generato tra i partiti, fino alla decisione dell’Udc di lasciare la maggioranza. “Mi dispiace che sia cambiata la maggioranza politica – commenta Gatti – ma non c’è stata volontà né un disegno. Tutto si è innescato dalle dimissioni di Bellomo, che restano ancora un grande enigma per me, per il Consiglio comunale e forse anche per il suo partito. Non mi risulta che ci siano state rotture politiche forti tali da giustificare l’uscita dalla maggioranza dell’Udc. E non sono venuto meno a nessun patto – ci tiene a chiarire Gatti – il sindaco aveva un’intesa per Bellomo vicesindaco. La sua nomina era stata individuata e condivisa nel centrosinistra. Di recente, però, con l’Udc c’è stato un diverso modo di individuare le nuove figure assessorili con contrasti sui criteri di scelta. Con i nuovi assessori – conclude Gatti – stiamo dando segnali politici fortissimi nella consapevolezza di aver seminato bene”.

 

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