Modugno Città Plurale: "Grande è la preoccupazione"

altAlla luce degli ultimi avvenimenti giudiziari piovuti sull’amministrazione comunale della città di Modugno, “Città Plurale” un’associazione che da anni promuove e sensibilizza la partecipazione cittadina alle problematiche del territorio locale, ha fatto sentire la sua voce attraverso un suo comunicato.

“L’Associazione ‘Modugno Città Plurale’– cita l’intervento – avverte la necessità e il dovere di esprimere le proprie valutazioni intorno alle vicende politiche e giudiziarie che hanno riguardato la città di Modugno negli ultimi mesi, ma anche di contribuire ad una efficace programmazione dell’attività amministrativa. Per quanto riguarda l’aspetto specificamente politico, l’associazione non può ignorare le forti contraddizioni e i grossi limiti che hanno caratterizzato il quadro politico-amministrativo nella nostra città negli ultimi mesi.

In primo luogo, si deve osservare che la composizione del nuovo Consiglio Comunale appare fortemente squilibrata tra maggioranza (18 consiglieri tra centrosinistra e UDC) e minoranza (6 consiglieri di centrodestra), e questo in virtù di una maliziosa e furbesca operazione politica che ha evitato, in sede di ballottaggio, l’apparentamento ufficiale tra centrosinistra e UDC. Molti elettori avrebbero probabilmente compiuto differenti scelte di voto se questo apparentamento fosse stato doverosamente formalizzato. In secondo luogo, la composizione della nuova giunta comunale appare ancora ispirata più a deprecabili logiche verticistiche e non partecipate di spartizione e di rappresentanza politica, che non a criteri di sicura competenza, autorevolezza e affidabilità. In terzo luogo, anche a causa del rinnovato accordo con l’UDC, la nuova amministrazione sembra collocarsi su una linea di tranquilla continuità con quella precedente (seconda amministrazione Rana), senza segnali significativi di innovazione sia sul piano programmatico che su quello dell’etica pubblica e della partecipazione democratica: una amministrazione povera di idee, prima ancora che di fondi, che, al contrario, proprio dalla grave crisi economica e sociale in atto dovrebbe essere indotta a sollecitare e ricercare l’impegno e la collaborazione delle notevoli risorse intellettuali, civili e umane, di cui pure dispone la nostra comunità, al fine di realizzare una politica diversa, preoccupata del bene comune, che sia all’altezza delle grandi sfide che sono di fronte alla città.

Non si può tacere, da ultimo, la grande preoccupazione, nostra e di tutti i cittadini modugnesi, per la vicenda giudiziaria che ha investito molti esponenti del ceto dirigente della nostra città (Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale, consiglieri comunali di diverso schieramento, dirigenti e funzionari del Comune di Modugno), accusati di concorso in concussione in ordine ad autorizzazioni edilizie concesse dal 2003 ad oggi. Si tratta di una grave accusa che inficia la credibilità dell’attuale Consiglio Comunale e che getta un’ombra pesante sull’attività amministrativa degli ultimi anni, sfociata in quel famigerato “governo istituzionale” trasversale che ha sottratto per qualche tempo alla città una normale e vera dialettica democratica, la trasparenza degli atti pubblici, il controllo di legalità: una oscura e marcia operazione politica della quale, oltre all’ex-sindaco Rana, porta un peso rilevante di responsabilità anche il Partito Democratico. Questo partito, che alle elezioni è risultato di gran lunga il più forte all’interno della coalizione di centrosinistra, rischia di apparire in realtà come il perno intorno al quale ruota un nuovo sistema di potere che ha ancora il suo collante negli interessi legati allo sfruttamento edilizio del territorio; né le forze sane e autenticamente democratiche, che pure in esso sono presenti, sembrano in grado di prevalere e portare a compimento il processo di rinnovamento e di risanamento avviato nell’ultimo anno. Di qui la grave crisi di fiducia dei cittadini nei confronti dei loro amministratori passati e presenti, rivelatasi in maniera significativa nella bassissima partecipazione al voto di ballottaggio del maggio scorso (52% di votanti, con il 4% di schede bianche o nulle, che fanno di Mimmo Gatti un sindaco votato dalla minoranza del corpo elettorale)”.

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