L’appello unanime di Fidas e Fratres:“donare sangue significa salvare vite umane"

Le due associazioni modugnesi nel 2010 hanno raggiunto oltre 900 donazioni complessive organizzando decine di giornate di raccolta nella piazza centrale del paese. Un particolare impegno sembra accompagnare le attività delle parrocchie modugnesi: quello della donazione del sangue.

Due sono infatti le associazioni che operano sul nostro territorio: la Fidas, che è nata dall’iniziativa di parrocchiani della Maria SS Annunziata, e la Fratres, che vede impegnate le parrocchie Immacolata, S. Agostino e S. Ottavio. Esperienze queste che vedono il coinvolgimento sia di assidui donatori che di alcuni volontari che animano la vita associativa. Le donazioni di sangue si distinguono in “sangue intero” e donazioni di “emocomponenti” e se le prime possono farsi nelle autoemoteche, una sorta di centro trasfusionale ambulante, le seconde necessitano di apparecchiature particolari per cui bisogna recarsi ai centri trasfusionali ospedalieri.

Le attività svolte dalle due associazioni sono rivolte sia alla sensibilizzazione sul tema della donazione del sangue sia all’organizzazione di “giornate di raccolta” in cui è possibile coinvolgere donatori ordinari e non. Da sottolineare l’impegno profuso anche nelle scuole con l’organizzazione di giornate di sensibilizzazione e raccolta: la Fratres presso l’Itc Tommaso Fiore e la Fidas presso il Liceo Scientifico Amaldi di Bitetto. I presidenti di entrambe le associazioni se da un lato sottolineano la crescita numerica di donatori e donazioni, dall’altro lamentano una più scarsa partecipazione di volontari alle attività che spesso si traduce in disservizi nelle giornate di raccolta.

Raffaele Piscardi, presidente della Fratres ci comunica che attualmente ci sono cinquecento donatori attivi e costanti anche se sottolinea una scarsa adesione alle donazioni da parte dei giovani. Lancia quindi un appello proprio ai più giovani mentre agli adulti chiede di”«insegnare ai ragazzi la cultura del dono, in considerazione del fatto che siamo una nazione che va verso un generale invecchiamento: donare sangue significa salvare vite umane”. Da parte della Fidas c’è la stessa generale soddisfazione per la crescita delle donazioni effettuate nel 2010, quattrocentoquindici contro le trecentosettantanove del 2009, ma le stesse lamentele di scarsa partecipazione alle attività associative.

“Se immaginassimo il volontariato basato sul solo desiderio di fare – afferma la presidente Fidas Antonella Locane – ben presto scopriremmo che, esaurita la spinta entusiastica del gesto altruistico compiuto, ci adageremmo sul risultato appagante del momento, come un viaggiatore che ha raggiunto la sua meta. Il volontario invece è il viandante sulle strade della storia, un viaggiatore che ha scoperto che ogni meta raggiunta è una tappa di un percorso che non si interrompe e dalla quale ripartire verso nuovi orizzonti”.

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