Gianbattista Avellino: " C'è chi dice no…" il film

Max (Luca Argentero) è un giornalista che, ormai da dieci lunghi anni, lavora presso un giornale locale, senza avere alcun tipo di contratto. Per riuscire ad arrivare a fine mese è costretto persino a scrivere sulle riviste più disparate nonostante il suo talento. Nel momento stesso in cui Max sta per ottenere il tanto desiderato contratto, a lui viene preferita la figlia di un famoso scrittore.

Irma (Paola Cortellesi) è una grande e stimata dottoressa, che riesce ad andare avanti solo grazie alle borse di studio, ma proprio quando sta per ottenere il posto, subentra la nuova fidanzata australiana del primario. La povera Irma non solo perderà il tanto agognato posto ma anche l’amore. Stessa sorte per Samuele (Paolo Ruffini) genio del diritto penale costretto ad essere un semplice assistente di un barone universitario, sfruttato sino all’inverosimile anche lui messo da parte per far posto al fidanzato della figlia del barone, nel  concorso per  un posto da ricercatore.

I tre ragazzi, vecchi compagni di scuola, si ritrovano dopo vent’anni ad una rimpatriata e scoprono di  vivere la stessa situazione. Decidono, così, di coalizzarsi e di fondare un movimento virtuale, quello dei “pirati del merito”. Per eliminare qualsiasi sospetto su di loro e per evitare di incorrere in problemi con la legge, decidono di scambiarsi i rispettivi raccomandati, per rendere la loro vita un inferno. Minacce molestie e tanto altro a discapito dei “segnalati” che finiranno per perdere la testa. E’ un film di denuncia che ritrae perfettamente il nostro Paese, un Paese in cui la meritocrazia ha lasciato il posto a ben altro.

In ogni luogo, dal cerchio più piccolo fino ad arrivare a quello più grande, c’è una sola regola a fare da padrona: se hai la raccomandazione vai avanti, se sei “solo” talentuoso, intelligente, abile, brillante e dotato, hai scarse possibilità di riuscita. E’ un film contro chi rende l’Italia un paese di raccomandati in cui il merito non viene assolutamente considerato, e a tutti coloro i quali credono che l’attuale situazione non possa essere cambiata e si crogiolano nell’inerzia e nella passività aspettando che qualcuno agisca per conto loro.

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