Colpo duro alla destra

La destra al tappeto

Quello che doveva diventare il più grande partito di centro destra della storia locale, il catalizzatore del consenso elettorale dei modugnesi di centrodestra, il movimento politico che avrebbe dovuto guidare l’amministrazione comunale verso il futuro, si è scisso, fratturato, spaccato in due. Chi fino ad oggi ha rappresentato il PDL in consiglio comunale non ne fa più parte.

Chi di quel partito, nato su di un predellino – come dicono sfottendo a sinistra – ne fa ancora parte, si è schierato con Pinuccio Vasile che dimostra ancora una volta di essere in grado di cogliere in anticipo, proprio come una “antenna”, tutti i segnali, le intenzioni e…tentazioni politiche dei frequentatori ed aficionados del palazzo municipale modugnese. Fatti i complimenti a Pinuccio per i suoi meriti, bisogna però che qualcuno faccia il mea culpa per la brutta figura che si è realizzata. Brutta figura che i protagonisti locali del PDL, che hanno mantenuto fino alla fine la rappresentanza del partito nel consiglio comunale, certamente non volevano fare ma è stata, da loro, provocata e dai vertici provinciali e regionali (nazionali?) non inpedita. In ogni separazione le cause sono sempre addebitabili alle parti in lite; come sempre ci sarà qualcuno che giurerà di non avere alcuna colpa e altri che le addebiteranno tutte a chi va via.

Via sì ma dove? Una parte aderisce alla coalizione di Vasile portando in dote il simbolo del partito, mentre i consiglieri Mele e Romito sfideranno, in un’altra lista, chi ha creato le premesse per questa frattura non appoggiando la candidatura a sindaco dell’attuale presidente del consiglio comunale Stella Sanseverino. Quello che arriva agli elettori di centro destra, a Modugno, è un messaggio lanciato da chi, pur potendo, non ha saputo annullare il dissenso interno al gruppo e non permette agli elettori modugnesi del popolo della libertà di votare per un candidato sindaco del loro partito. Del resto sono anni che i vertici regionali del centro destra dimostrano di non avere alcuna conoscenza della classe politica locale, non li conoscono, non li seguono, non li fanno crescere e alla fine faranno piangere gli elettori per il colpo subito.

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