Al Palmiotta manca un settore dedicato alla tifoseria ospite

A.A.A. settore ospiti cercasi. Campo comunale agibile, ma solo per pochi. Accesso consentito a cento persone. L’ingresso secondario in stato di degrado, senza impianto di pubblica illuminazione, mancando di segnaletica verticale l’ingresso principale è chiuso in settimana per motivi di sicurezza.

Portogruaro provincia di Venezia, abitanti 25000 (serie B) – Cittadella provincia di Padova, abitanti 20000 (serie B) – Albinoleffe (serie B) società calcistica con sede legale ad Albino, abitanti 18700, rappresentante anche il paese di Leffe, abitanti 4800, entrambi comuni in provincia di Bergamo posti nella Valle Seriana – Chievo frazione di Verona, abitanti 4.500 (serie A).

Questi sono solo alcuni esempi delle diverse e splendide realtà al limite del fiabesco, che il calcio attuale ogni tanto è in grado di regalarci. Fa specie pensare che in un mondo dove la componente economica è divenuta più che mai decisiva non solo per il raggiungimento di prestigiosi obiettivi sportivi, ma soprattutto per il semplice sostentamento nelle più elevate categorie, queste abbiano trovato il modo per ovviare alla problematica pecuniaria, facendone di necessità virtù.

Il segreto risiede nell’organizzazione societaria e nelle strutture che aiutano e non poco una crescita dei giovani atleti nelle varie discipline sportive. Ora pensare che la neo città di Modugno, che conta circa 40.000 abitanti, possa raggiungere un simile obiettivo, oggi definirlo pura utopia sarebbe addirittura alimentare una flebile speranza, considerato lo stato di inspiegato abbandono in cui verte lo sport modugnese.Il primo disagio è la carenza di impianti e quelli presenti sul territorio non sono del tutto adeguati neanche per semplici programmi sportivi a breve scadenza. 

Il campo comunale Sigismondo Palmiotta, ad esempio, una struttura realizzata a fine anni novanta, quindi tutt’altro che obsoleta, rappresenta uno dei palcoscenici principali dove l’incuria e il disinteresse per le attività agonistiche e non, da parte delle varie amministrazioni susseguitesi nel corso degli anni, va in atto ormai da tempo sotto la non più giustificata, monotona e nauseante non solo per chi scrive, affermazione: “Non ci sono soldi”, pronunciata con chirurgica precisione ad ogni minima richiesta.

L’amarezza e la delusione dei più, dai dirigenti delle varie squadre che animano il “campo”, ai singoli sportivi, passando per chi semplicemente fa della lungimiranza una caratteristica principale della progettualità ad obiettivi prossimi e a più ampio raggio, risiede nella stranezza tendente all’antitetica assurdità di una struttura inversamente proporzionale al suo manto erboso, questo si, da fare invidia anche ad impianti propriamente definiti stadi (non è un caso che l’A.S. Bari in talune circostanze ne faccia uso).

Infatti al prezioso “rettangolo verde” calpestato settimanalmente da centinaia di ragazzi che suddivisi nelle varie categorie giovanili, militano nelle diverse squadre rappresentanti la città (U.S.D. Modugno, Bari Insieme, A.S.D. Modugno, Oratorio Modugno e Sporting Club Balsignano) fa da contraltare l’agibilità della struttura ridotta a 100 persone, determinata questa, dalla mancanza di un settore predisposto per gli ospiti, che non da tutte le garanzie richieste per il normale svolgimento delle gare.

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