Juventus club Modugno: dal 1972 uniti dalla passione per i colori bianco-neri

Club Juventus Modugno: dal 1972 tra fede bianconera e solidarietà. Il vicepresidente Mangialardi: «Il nostro striscione conosce quasi tutti gli stadi d’Italia». Solo quando la passione per la propria squadra si trasforma in vera e propria fede è possibile tenere viva un’associazione sportiva per quasi quarant’anni. Così inizia il suo racconto Savino Ventrella attuale presidente del Club Juventus di Modugno.

“Era il 1° maggio del 1972 – racconta Ventrella – quando, poco più che ventunenne, insieme ad altri undici amici che condividevano la stessa mia passione per la Juventus, decidemmo di fondare un’associazione sportiva. Con il passare degli anni ai pochi che sono andati via si sono aggiunti molti altri tifosi modugnesi che oggi costituiscono un gruppo davvero affiatato. Possiamo sostenere con orgoglio che il club Juventus è stato il primo club sportivo di Modugno e che è rimasto attivo sul territorio ininterrottamente per tutto questo tempo solo grazie ai contributi dei soci senza alcun aiuto dall’esterno. Per essere affiliati al centro di coordinamento della Juventus, ogni anno paghiamo 14 euro a testa. Qual è il beneficio che ne traiamo? Il beneficio di essere juventini certificati!”.

“Ad oggi, – continua Ventrella – circa la metà dei soci fondatori sono ancora membri attivi del club. In un primo tempo vi era una differenza tra le modalità di associazione. Infatti, solo coloro che risultavano soci fondatori contribuivano alle spese necessarie a tenere in piedi il club come l’affitto della sede e le spese relative. Con il passar del tempo, a causa dell’ammontare delle spese che gravavano solo su pochi membri, abbiamo deciso di rendere tutti i tesserati soci fondatori in modo da rendere comune a tutti la responsabilità delle decisioni, l’impegno delle spese e la cura delle proprietà del club.

In un primo tempo il club era nato sia per unire tutti coloro che si riconoscevano nella fede juventina, sia per creare una squadra di calcio juniores da iscrivere in terza categoria. Abbiamo, quindi, iniziato con il NAGC (nucleo associazioni giovanili calcio), abbiamo convocato un allenatore, ci siamo iscritti al torneo, abbiamo ottenuto dal sindaco dell’epoca Tommaso Mele l’autorizzazione per poter usufruire del campo sportivo per gli allenamenti.

Problemi poi sono sorti con il passar del tempo. Infatti, anche qui le spese per le attrezzature e le dotazioni sportive per i nostri atleti, sono diventate insostenibili per i pochi soci fondatori e si è spenta quella che poteva essere un’altra possibilità di aggregazione anche da parte dei più piccoli. L’entusiasmo però è rimasto e si è allargato a tutti i 90 giovani soci che oggi hanno allargato le fila degli iscritti. Quello che mi preme sottolineare è che il Club Juventus non è mai stato un club riservato solo ed esclusivamente a coloro che lo hanno fondato ma è aperto a tutti i cittadini modugnesi che come noi condividono la stessa fede per la Juventus.

 

Fa eco a Ventrella il Vice presidente Antonio Mangialardi ricordando che, come associazione, il Club Juventus organizza anche eventi culturali e manifestazioni di sensibilizzazione. Ad esempio quando nel 1996, durante la proiezione in piazza sedile della finale di Champions League, è stata organizzata dal club una raccolta fondi per donare al centro provinciale di Bari del UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), presenziato dall’avvocatessa Leone, un pulmino che allora costava intorno ai 40 milioni di lire. Furono raccolti dai membri di allora circa 12 milioni, che sono stati donati, durante una celebrazione ufficiale presso la sede dell’assessorato allo sport di Modugno alla suddetta presidentessa.

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