Lilly Del Zotti: "Le primarie strumento di scelta democratica"

Abbiamo intervistato Lilly Del Zotti segretario del PD di Modugno. Ancora top secret le ipotesi di candidatura dei democratici: “Non è tempo di ‘totocandidati’ o di nomi da bruciare, se è vero (come dicono) che vengono prima i percorsi politici e poi i nomi”. Il centrosinistra ce la sta mettendo davvero tutta.

Signora Del Zotti, tra qualche mese Modugno sarà chiamata alle urne per rinnovare il Consiglio Comunale ed eleggere un nuovo Sindaco. Il nome di qualche candidato Sindaco ufficiale e di qualcuno ufficioso già circolano. A sinistra esistono ipotesi di candidatura?

Ipotesi di candidature ci sono, ovviamente, ma trattasi ancora solo di ipotesi e, per il momento, tali vorrei che restassero. Da tanti anni e da ogni parte sento ripetere che vengono prima i percorsi politici e poi i nomi! Bugia!!! nella realtà la maggior parte del tempo viene impiegato a scommettere sul totocandidato, a sventolare segreti di Pulcinella, a “bruciare”(come si suol dire nel gergo dei Saloni della politica) nomi, quando non si arriva ad infangare le stesse persone. Per questo, anche se per i soliti esperti pare che noi siamo in estremo ritardo sui ritmi canonici delle campagne elettorali, personalmente sto vivendo con calma questo momento, seppur importante della vita del mio partito, cercando di dare lo stesso ritmo a tutti i miei amici di squadra, diciamo all’intera famiglia del PD.

Quali sono secondo lei i pregi ed i difetti dell’attuale esperienza di governo?                                                                                                             A mio avviso, “un’esperienza di governo”in quanto tale, circoscritta in un tempo e in uno spazio, è data dai concreti atti amministrativi coniugati ai valori,all’immagine e all’ideale di politica che si sono declinati ed offerti alla cittadinanza. Perciò mi limiterò a dire che i pregi attengono alla serie di provvedimenti, soprattutto in materia urbanistica, ma anche sociale, come i progetti del Piano di Zona, e tanti altri che sono sotto gli occhi di chi vuole guardare con una certa attenzione ed onestà intellettuale, ultimo il servizio di trasporto per l’ospedale San Paolo e Di Venere. I difetti attengono al metodo, allo stile, alla politica, ai valori ripetutamente vessati. Attengono ai ritardi in materia ambientale, ritardi nella presentazione di progetti finanziabili con fondi europei o regionali, ritardi nell’approvazione dei regolamenti e degli istituti di partecipazione previsti nello statuto, ritardi, ritardi, ritardi… Ma attengono, anche, a scelte personali o di gruppo, direi, poco educative per i giovani che vogliano affacciarsi all’impegno politico ed assolutamente discutibili per chi provi a fare un minimo di seria riflessione politica con la “P” maiuscola; ed attengono anche all’obbrobrio politico che siamo riusciti a partorire: un’amministrazione nata di centrosinistra e poi diventata un “minestrone”, quasi del tutto priva di opposizione, dove sembra che tutti si vogliano un mondo di bene per il “bene del paese” salvo ricattare sistematicamente il sindaco o il partito di appartenenza ventilando, allontanamenti o migrazioni o… ed attengono, infine, anche alla nomina del Direttore Generale… Essendo il PD il partito di maggioranza è ovvio che di tutto ciò sia corresponsabile a pieno titolo e su questa verità talmente evidente nella sua ovvietà non intendo aggiungere parola assumendo in toto la responsabilità e però anche l’impegno ad un reale cambiamento almeno per quel che potrà dipendere da questa forza politica.

È parere comune che l’attuale amministrazione, la quale si è distinta per un non ben identificato progetto politico condiviso, abbia rallentato la macchina amministrativa non fornendo ai dirigenti indirizzi politici chiari. Tale deduzione corrisponde a verità?                                                        Le responsabilità sono da distribuire in maniera equa, potendo le due parti, amministrazioni e dirigenti, rilanciarsi la palla in un’infinita, spossante e, spesso, scocciante partita.

Ma, torniamo alla prossima tornata elettorale. Ad oggi sussistono le condizioni per la costituzione di una coalizione che riproponga il centrosinistra al governo della città di Modugno?                                                                                                                                                                          In onestà le forze che si riconoscono nei valori del centrosinistra ce la stanno mettendo davvero tutta per camminare armonicamente insieme, convinte che sia l’unico percorso possibile anche se il più difficile.

E se queste condizioni venissero meno?                                                                                                                                                                    Al momento, come ho già detto, mi sembra un’ipotesi remota ma se, malauguratamente, dovessero venir meno le condizioni, lì dove si rivelasse così difficile camminare con chi si riconosce in ideali comuni seppur con sfumature diverse, meglio, anzi, unica ipotesi sarebbe andar da soli. Ho sempre ritenuto risultato migliore una sconfitta dignitosa che una vittoria a “tutti i costi”. Ed in questo momento sono più preoccupata che il PD riprenda in mano il suo progetto e si sforzi di recuperare credibilità e dignità (anche se purtroppo ai vari livelli più alti sta tentando in ogni modo il suicidio politico) che vincere le votazioni e perdere il partito. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che se è difficile una coalizione, un’alleanza elettorale, che è una semplice somma di forze diversissime senza un cammino condiviso, è una presa in giro per i cittadini e per l’intelligenza di molti di noi ed è destinata a generare altri interminabili mesi di stallo.

Ci descriva il profilo del candidato Sindaco ideale per il governo di questa città.                                                                                                     Temo”il candidato sindaco ideale”poiché mi dà la sensazione di cercare affannosamente un “superman” o un “mago dai mille poteri”, che risollevi da solo e d’incanto le sorti di questo paese martoriato da decenni di scarso governo. Ciò premesso, mi piace ipotizzare il profilo di “una squadra ideale” per il governo di questa città. Penso a un gruppo di persone di profonda onestà intellettuale, che abbiano maturato, nell’impegno associativo o partitico, competenza politica e amministrativa (che non significa capacità di ricatto, visibilità, rappresentatività, misura del peso specifico), che, nonostante l’esperienza di vita e la maturità, siano ancora capaci di avere un sogno possibile su questo paese, che abbiano sempre la forza e il coraggio di scelte impopolari ma profondamente giuste, che lavorino strenuamente e trovino la loro gratificazione nel servizio svolto e siano in grado di mediare, nelle varie vicissitudini, con onesta saggezza ma mai disposte al compromesso.

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