La vittoria della ragione

altCome il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza

Autore: Rodney Starks (prima edizione 2003)
Edito da Lindau 2011 Torino
Un saggio di scienze sociali, interessante e avvincente, per conoscere e capire meglio le motivazioni e ragioni che hanno portato alla caccia alle streghe. In questo libro le aberrazioni dell’essere umano. Un libro adatto a coloro a cui piace approfondire.

Molto è stato scritto sui motivi per i quali, a partire dal Medioevo, l’Occidente ha sopravanzato il resto del mondo. Le spiegazioni più comuni hanno…

Cosi comincia questo interessante e avvincente saggio dell’ormai famoso Rodney Stark, che smaschera le menzogne sulla fede.
Il cristianesimo ha favorito oppure ostacolato il progresso scientifico? Ha lavorato per l’abolizione della schiavitù o al contrario l’ha sostenuta e alimentata? La caccia alle streghe, fenomeno del quale essa stessa era ossessionata, ha provocato un numero di vittime elevatissimo, una cifra che non conosceremo mai, perché abilmente nascosta. La Sacra Inquisizione ha distrutto i documenti in cui, con dovizie di particolari, venivano descritte le sevizie, le torture che subivano le donne accusate di stregoneria, prima di essere arse, vive ancora, sui roghi.

R. Stark con questo libro, intende superare la riduzione operata da Emile Durkheim nel primo decennio del ‘900 nei confronti delle religioni in generale e dei monoteismi in particolare, in forza della quale esse consisterebbero solamente nella partecipazione a funzioni e rituali allo scopo di rafforzare i vincoli fra individuo e società essendo il Dio solo una rappresentazione figurativa della società. Tale riduzione finì con l’imporsi nella cultura occidentale divenendo una vera e propria nuova ortodossia delle scienze sociali. Da allora la religione venne sì concepita come capace di consacrare l’ordine esistente nelle società, ma non già di produrre, lei stessa, implicazioni morali come sviluppo della volontà di Dei percepiti dalla sociologia come insignificanti e sostanzialmente secondari alla religione stessa.

Rodney Stark, invece, si propone di mostrare come la presenza degli Dei costituisca la sostanza del fenomeno religioso e sia il criterio ispiratore delle organizzazioni religiose. Le religioni quindi, dando corpo alla volontà del Dio in cui credono, creano civiltà; non ne sono il frutto, come affermano Durkheim e i suoi seguaci. In particolare, il Dio cristiano è all’origine della civiltà occidentale che non si spiegherebbe senza la fede nella sua onnipotenza, onniscienza e razionalità.
In questo libro l’autore prende in esame, fra gli altri, quattro fenomeni che nel bene e nel male caratterizzano la storia della cultura europea: la lotta contro le eresie; la nascita e lo sviluppo della scienza; la tragedia della caccia alle streghe e la fine della schiavitù.

La concezione cristiana del Dio unico che è logos (ragione), e di cui l’uomo è immagine, che è in grado di spiegare questi fenomeni e di rispondere ad alcuni nostri interrogativi. Fra gli altri: perché le chiese più rigorose in campo dottrinale e morale soffrono meno i colpi della secolarizzazione rispetto a quelle che si adeguano alla mentalità corrente e si arrendono alle istanze dell’opinione pubblica espressa dai media?
Secondo Stark ciò accade perché le fedi a tensione più elevata offrono ai propri membri un’esperienza molto più appagante di quanto facciano le chiese permissive, a basso costo. Per questo si sono generati in passato e si generano nel presente movimenti di riforma religiosa che favoriscono la formazione di sette ereticali, quando non sono accolti o perché minacciano la struttura dell’organizzazione ecclesiastica o perché sono portatori di una visione incompatibile con la sua ortodossia.

Stark rimanda così alla perenne dialettica fra la chiesa del potere e la chiesa della pietà, quella che il nostro don Sturzo individua tra due correnti: la mistica e l’organizzativa che sono perenni nella chiesa e la pervadono da un capo all’altro e dal basso in alto. Ma da un lato e dall’altro i limiti possono essere e sono stati sorpassati, fino all’eresia e fino alla mondanizzazione. Così l’una fa da freno e l’altra da spinta. Ancora: perché la scienza nacque nell’Europa medievale piuttosto che in Asia, conferendo all’Europa un potere che le consentì di estendere la sua autorità politica e intellettuale al mondo intero?

Sarebbe stato possibile senza la concezione di un Dio dotato di consapevolezza, razionale e onnipotente, creatore di un mondo plasmato dal suo logos e retto da leggi razionali che all’uomo è lecito e perfino doveroso indagare e scoprire? Perché per secoli, quasi tutti gli europei istruiti hanno creduto che le loro società fossero vittime di una terribile macchinazione, quella delle streghe, che avrebbero giurato fedeltà a Satana e gioito nell’infliggere sofferenza, morte e distruzione al loro prossimo? Bastano a chiarire questo fenomeno le spiegazioni abitualmente fornite? Quella che crede che esistessero davvero persone vendute a Satana e intanto ammicca al fenomeno contemporaneo dei vari gruppi Wicca che aspirano ad acquisire poteri occulti e a far rinascere la stregoneria.

Oppure quella che ipotizza che quelle donne soffrissero di una malattia mentale non diagnosticata o che le società a cui appartenevano fossero afflitte da follia collettiva. O quella per cui le presunte streghe fossero vittime del sessismo dei loro inquisitori che intendevano così colpire chi si sottraeva a ruoli prestabiliti nell’ambito delle relazioni sessuali. O che il tutto possa essere spiegato coi cambiamenti sociali intervenuti nell’epoca in cui si accesero più numerosi i roghi che intendevano estirparle. O che fossero l’oggetto delle ossessioni di un clero celibatario sessualmente represso? Ma quale ossessione, allora, animava lo zelo dei pastori protestanti sposati quando erano loro a condannare le streghe?

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