"Il patto tradito" spacca l'Udc

Il partito perde il gruppo consiliare che diventa Lista di Centro-Modugno. I motivi della scissione apparentemente legati alla scelta del candidato sindaco: Il consigliere regionale Peppino Longo chiede un passo indietro sul nome di Vasile ma il gruppo in risposta decide compatto di lasciare il partito.

Meno di tre mesi (escludendo l’ipotesi ballottaggio) e Modugno avrà un nuovo sindaco, avrà una nuova giunta, avrà un nuovo consiglio comunale. L’unica cosa che continuerà ad avere, si spera non per molto, sono gli stessi problemi. E, senza essere troppo ottimisti, molti nomi del passato tra i banchi rinnovati (si fa per dire) di maggioranza e opposizione. E nel parlare di elezioni amministrative, non si può tralasciare la bufera Udc.

Se la consuetudine nelle nostre grandi e piccole città sono coalizioni di destra, sinistra, e ultimamente del cosiddetto “terzo polo”, a Modugno anche il centro è diviso in due da qualche settimana. La rottura interna al partito prende però le mosse ben prima che questa campagna elettorale entrasse nel vivo. Per l’esattezza il percorso che ha portato alla scissione comincia in una lunga e tormentata sera del giugno 2010.

Al termine di una estenuante riunione del direttivo cittadino del partito, i consiglieri comunali, il sindaco e consigliere provinciale Pino Rana e il consigliere regionale Peppino Longo firmarono un documento che, almeno sulla carta, li metteva d’accordo su un nome: Pinuccio Vasile. Nome storico della politica modugnese, da diverse legislature tra i banchi di maggioranza e opposizione, per la prima volta candidato al ruolo di primo cittadino. Una candidatura, la sua, resa ufficiale quando ancora non si parlava di amministrative.

Già a settembre, quando Bari Sud Ovest ha deciso di arricchire il mensile di un inserto dedicato alla politica, una tra le prime interviste pubblicate fu proprio all’Udc. O meglio, all’allora Udc, perché era l’unico partito che sembrava avere le idee già molto chiare. Evidentemente, però, non erano chiare proprio a tutti. Solo qualche settimana fa, infatti, quando ormai manca davvero poco al voto, chi quel documento non avrebbe mai voluto firmarlo, ha scoperto le carte. Peppino Longo ha chiesto a Vasile di fare un passo indietro, di ritirare la sua candidatura e di sedersi al tavolo delle trattative con gli altri partiti moderati per trovare un nome condiviso.

“Perché la politica – ci ha tenuto a sottolineare Longo – è condivisione”. Vasile e i suoi non l’hanno proprio mandata giù e hanno annunciato di lasciare il partito. Longo ha tentato una mediazione, incontrando il direttivo e il segretario provinciale Filippo Barattolo. Non c’è stato nulla da fare. Il primo febbraio il documento di rottura: “il direttivo politico con i suoi componenti e i consiglieri comunali – è scritto – abbandonano il partito dell’Udc e fondano la Lista di Centro – Modugno. Le motivazioni vere di tale scelta – è scritto ancora – risiedono nella difficile gestione tra il cinismo della politica ed il fattore umano: la dignità personale di ogni uomo, l’amicizia, gli affetti, la riconoscenza, la parola data, la stretta di mano.

Chi fa politica per sé dimentica questi valori, mentre per chi fa politica per gli altri questi valori continuano ad essere importanti. Dovendo affrontare una guerra, in un mondo di guerre, abbiamo scelto di lasciare a taluni questo partito, senza rancori. Noi continueremo ad esserci, liberi”. Ed infatti ci sono ancora, con ben quattro liste: Coalizione di Centro, Lista di Centro-Modugno, Unione Cristiana Modugno e Alleanza per Modugno-sindaco Vasile. Quartetto a cui si aggiunge, come già da accordi precedenti alla scissione, l’Api di Sante Lomoro.

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