L'UDC sceglie Vasile come candidato sindaco

“Puntiamo su Vasile per la sua esperienza ventennale”. Nella tradizione la novità dell’Udc. I centristi modugnesi gli unici ad aver già scelto un candidato sindaco. Si dicono disponibili ad accordi con altri partiti ma solo sulla base dei programmi. Col Pd un rapporto non facile, col centrodestra difficoltà relazionali. Punteranno sui giovani.

Tra qualche mese Modugno sarà chiamata alle urne per rinnovare il Consiglio Comunale ed eleggere un nuovo Sindaco. Quella dell’Udc è, al momento, l’unica ipotesi di candidatura con Giuseppe Vasile (Pinuccio). Abbiamo chiesto al segretario cittadino del partito come mai non aspettare le mosse degli altri?
Strategicamente potrebbe essere stata una mossa sbagliata perché potrebbe pregiudicare possibili accordi con altri partiti. Ma è stata una scelta per iniziare subito la nostra scesa in campo, contrariamente a quello che si fa di solito nelle campagne elettorali in cui ci si riduce all’ultimo momento per riempire le liste e scegliere i candidati, facendo in questo modo liste forti e competitive. Una strada scelta di comune accordo con tutti i consiglieri comunali dell’Udc, nonché del consigliere regionale Peppino Longo e provinciale (e sindaco uscente), Pino Rana. La scelta di proporre con tanto anticipo il candidato sindaco nasce anche dall’esigenza di una linea di distacco rispetto agli anni scorsi. La politica a Modugno negli ultimi anni si è sempre fatta sulla base delle nomine ad orologeria, all’ultimo momento, ed erano quasi sempre scelte dall’alto.

Quindi come si è arrivati alla candidatura di Vasile? Una scelta dall’alto o un impegno personale?
Nessuna scelta dall’alto bari perché la candidatura a Modugno si decide nella sede dell’Udc di Modugno. Del resto Pinuccio Vasile è quello che più di tutti sta nel partito. Quindi anche per un discorso di meritocrazia all’interno del partito si è deciso di candidare lui.

Ci sono ipotesi di apparentamenti o comunque la disponibilità ad accordi con altri partiti per creare una coalizione?
Certo. C’è piena disponibilità e apertura ad altri partiti. Ma sempre guardando il programma. Gli accordi di fanno sulla base della linea programmatica. Del resto il programma è già stato redatto, anche se non è ancora stato reso noto.

Quali sono i rapporti con i partiti del centrosinistra e con il Pd in particolare?
Il rapporto con il Pd non è mai stato facile, perché noi siamo portati al pragmatismo, mentre il Pd quando prende una decisione passano mesi prima che la realizzi e magari alla fine la accantona. E questa è la storia degli ultimi 10 anni. Noi invece siamo abituati a pensare alle soluzioni e metterle subito in atto, assumendoci sempre le nostre responsabilità. Il nostro far parte del governo cittadino, anche se per pochi mesi, aveva come obiettivo proprio un’accelerazione degli atti. Ma non siamo stati capaci di ottenere questo scopo e tutto è andato avanti in uno stato di dormiveglia.

Quali con il Pdl e il centrodestra?
C’è sempre stata da parte di tutti noi una propensione a considerare il centrodestra il nostro alveo naturale. Ma in questo momento abbiamo difficoltà relazionali con chi gestisce il centrodestra. Probabilmente se cambiassero gli attori o i loro atteggiamenti, sarebbe più facile il confronto.

Quali sono secondo lei i pregi ed i difetti dell’attuale esperienza di governo?
Probabilmente ricorderemo questi 10 anni di amministrazione Rana come una lunga transizione, durante la quale sono venute fuori riflessioni sugli errori e i limiti di ognuno. Ma sono serviti a capire che Modugno ha bisogno di una squadra di persone che indipendentemente dalla propria appartenenza politica , dalle proprie esperienze e dal proprio passato, possa dare a Modugno un calcio. Un calcio forte per far ripartire un’economia che è un grande potenziale della nostra città, ma non ancora decollata.

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