Chiesa delle Monacelle: i dubbi e le perplessità di Azione e Tradizione

chiesa delle monacelle - interno

chiesa delle monacelle – interno

Modugno è davvero una città in fermento. In questi giorni il movimento politico cattolico “Azione  e Tradizione – Due Sicilie” ha denunciato delle anomalie nella gestione dell’antica Chiesa di San Giuseppe, meglio nota come “Chiesa delle Monacelle” che si trova in Piazza Romita Vescovo a Modugno. Questa è una chiesa del sedicesimo secolo dall’alto valore storico ed architettonico. Ieri, dunque, incuriositi dalla vicenda ci siamo recati sul luogo di tale chiesa ed abbiamo incontrato il responsabile del movimento “Azione e Tradizione- Due Sicilie” Gianvito Armenise. Insieme a lui era presente anche Michele Mangialardi socio fondatore dell’associazione musicale “Francesco Casavola” che dal 2007 risulta il consegnatario delle chiavi di accesso della Chiesa di San Giuseppe avendole regolarmente ricevute dall’allora sindaco Rana. “Nel 2002- ci spiega Armenise – Mangialardi protocollò un’apposita richiesta con la quale chiedeva, a nome dell’associazione “F.Casavola”, di poter gestire il Sacro luogo sul quale la Curia non esercita alcun tipo di giurisdizione per le finalità corrispondenti a quelle previste dallo statuto dell’associazione e, comunque, senza arrecare alcun danno alle strutture interne o agli arredi presenti nel Sacro luogo. Un possesso, dunque, pacifico sin dal 2007 con notevole beneficio per l’intero quartiere vittima del degrado e dell’abbandono e che ha individuato nella “Chiesa delle Monacelle” un punto di riferimento culturale e di riscatto sociale.”

La storia è proseguita tra il 2008 ed il 2010 con uno scambio epistolare tra Mangialardi, la ditta di restauro di opere d’arte “Caputi Jambrenghi” di Bari, la Prefettura di Bari(nella fattispecie il Fec, ossia il Fondo Edifici di Culto) e la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici per la Puglia. “L’oggetto di quelle missive – continua Armenise – era relativo al progetto ed alla realizzazione del restauro di un “Crocifisso ligneo” autorizzato dalla Soprintendenza per un valore di 5000 euro più Iva. Tale restauro lo ha pagato proprio l’associazione “Casavola””. Il resto è storia d’oggi con una lettera inviata a febbraio scorso da parte del dirigente del Fec al sindaco di Modugno Gatti con la quale si intimava la consegna delle chiavi di accesso alla chiesa di San Giuseppe all’arciprete don Nicola Colatorti della Chiesa Matrice.

“La motivazione – ci rivela ancora Armenise – risiede nel fatto che per il dirigente del Fec verrebbe impedito l’esercizio del culto religioso nella chiesa delle Monacelle. Inoltre si faceva osservare che suddetta chiesa custodisce opere artistiche di notevole valore culturale. Infine si chiedeva all’amministrazione di Modugno di rendicontare i lavori di ristrutturazione eseguiti all’interno della chiesa stessa. Il fatto strano è che la Prefettura di Bari fa finta di non sapere che proprio nella chiesa delle Monacelle tra il 25 febbraio ed l’11 marzo sono state celebrate circa dieci messe nell’ambito del programma missionario “Aprite le porte a Cristo” organizzato dalla locale Parrocchia San Agostino ed autorizzato proprio dalla Curia. Infatti il giorno di inizio e di chiusura della manifestazione religiosa vi è stata la presenza del Vicario Generale della Curia di Bari, Mons. Ciavarella e dell’Arcivescovo Mons. Cacucci. Per ciò che concerne i lavori di ristrutturazione interna bisogna ricordare che ben dieci tele erano presenti nella Chiesa delle Monacelle ed ora non ci sono più, nonostante tra il 2004 ed il 2005 il comune di Modugno ne avesse finanziato i lavori di restauro. Oggi sono depositate nella sagrestia della chiesa Matrice. Al loro posto ora si trovano delle copie a colori. Questi lavori di restauro interni furono progettati, previsti in bilancio e mai eseguiti per un valore iniziale di 1.002.584,66 euro. Denaro pubblico del quale l’allora consigliere Bellomo di Forza Italia ne chiedeva il rendiconto all’allora assessore Trentadue. Dunque – conclude Armenise – che ne è stato di quei soldi?. Perché i lavori non sono stati mai eseguiti?. E soprattutto perché le dieci tele continuano ad allocarsi nella chiesa Matrice?.”

Domande, quelle di Armenise, che pongono dubbi e perplessità e che sono state oggetto di una nota molto documentata inviata il 30 marzo scorso alla Prefettura di Bari da parte dell’associazione “Casavola” in risposta alla lettera del febbraio scorso sopra menzionata. Da pochi giorni si è costituito il “Comitato di quartiere le Monacelle”, organizzando una raccolta firme indirizzata al sindaco, al presidente del consiglio ed ai consiglieri, “affinchè – si legge nell’incipit della petizione popolare – l’immobile sito in Modugno in Piazza Romita Vescovo e che ospita la Chiesa di San Giuseppe continui ad essere gestito dall’associazione Musicale “Francesco Casavola” attualmente rappresentata dal  sig. Mangialardi Michele per ogni attività artistica, culturale, musicale, e di ogni altra natura conformemente allo statuto dell’associazione stessa ed alle norme costituzionali riguardanti l’esercizio delle libertà di associazione, di manifestazione del pensiero e di religione”. Dopo le festività pasquali l’associazione San Giuseppe delle Mantellate assieme al neo costituito “Comitato di quartiere le Monacelle” organizzeranno una manifestazione per le vie di Modugno a salvaguardia della cultura dei due siti di riferimento.

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