Onestà e disattenzione

Incuriosito da quanto asserito da un ex consigliere comunale durante un convegno, ho cercato di risalire alla documentazione relativa ai fatti segnalati. Gli scarsi riferimenti non hanno reso facile la ricerca ma, cercando a fondo fra le varie cartelle del mio pc, sono riuscito a ritrovare la delibera del consiglio comunale cui faceva riferimento l’ex consigliere: la n° 27 del 28/05/2014.

L’ex consigliere, parlando dell’incoerenza dell’allora e attuale sindaco, capace di “trascinare, coinvolgere le persone” asseriva che Magrone è stato eletto parlando di onestà ma al momento di governare la città si distacca dalla realtà, fino al punto di permettere che “consiglieri comunali hanno presentato emendamenti a favore di cooperative nelle quali loro erano coordinatori, emendamenti per 150 mila euro…”!!!

Un enorme conflitto di interessi, insomma, che a quanto pare è stato denunciato dall’ex consigliere in un esposto alla procura del quale, fino a quel giorno, non ha ancora ricevuto alcun riscontro.

Quando, per “capire” di cosa avesse parlato, ho contattato l’ex consigliere, mi ha detto che non aveva alcuna voglia di approfondire l’argomento “siamo nell’imminenza di una campagna elettorale e sono sicuro che saranno in molti quelli che, per un verso o per l’altro, strumentalizzeranno le mie parole.”

Non restava che chiedere chiarimenti ad altri consiglieri dell’epoca.

Ora non accusate chi scrive di voler approfittare di ogni occasione per parlar male del sindaco, non lo farò. Parlerò, invece, del conflitto di interessi di molti dei consiglieri di allora e di quelli di oggi, e proprio in conseguenza dell’imminente campagna elettorale, mi asterrò dall’indicarli per nome. I diretti interessati, i loro colleghi e sostenitori capiranno di chi parlo e forse capirà anche chi dovrebbe sorvegliare su queste problematiche.

In quel consiglio comunale si votava per l’Adozione del 3° Piano Sociale di Zona anni 2014 – 2016.

  • Durante il dibattito in aula un consigliere comunale interviene su progetti presentati da una associazione di cui egli stesso è coordinatore e la di lui moglie, dipendente a tempo indeterminato del comune di Modugno, ne è Presidente. Il consigliere chiedeva, ed otteneva, che venissero effettuate delle correzioni alle indicazioni riportate nella scheda n°34 del P.d.Z. relative ai progetti da lui stesso presentati. L’assessore dell’epoca riepilogava così le cifre “…Poi nella scheda 34 è sbagliato in questo caso il totale, se vedete importo totale programmato ci dà 59.971, ma come potete semplicemente constatare dalla somma dei contributi messi tra parentesi il totale corrisponde a 208.370,46. come si evince leggendo di seguito… “ ed in seguito proponeva che le correzioni chieste dal consigliere/coordinatore/proponente dei progetti, venissero approvate.
  • Nello stesso consiglio comunale, nel dibattito, interviene un altro consigliere, dipendente di una cooperativa sociale di Gravina di Puglia che si occupava, fino all’anno scorso anche a Modugno, di assistenza a quei bambini che le amministrazioni, troppo spesso, preferiscono affidare ai servizi sociali invece di aiutare le loro famiglie a mantenerli (vedi Bibbiano). “Io vedo che comunque si sta facendo un po’ di confusione oggi, soprattutto per quanto concerne l’inserimento nelle varie strutture” e rivolgendosi ad un altro consigliere “quando si parla di previsione, e giustamente poi bisogna parlarne, però quando si parla di risorse umane, di persone, è difficile essere molto precisi. Perché anche segnalare il disagio è complicato. Ti faccio un esempio, parliamo veramente per ipotesi, che ci sia uno sbarco di mille ragazzini tunisini, e 30 sono a carico del Comune di Modugno. Questo è un imprevisto, come fare fronte? Non voglio una risposta, però è un imprevisto che potrebbe capitare. Quindi parlare con determinazione e decisione su previsione, quando si parla di ragazzi io andrei un po’ con i piedi di piombo, tutto qui.” La risposta del collega evidenzia come fossero in tanti a conoscere il conflitto di interessi del consigliere in questione “Scusami Xxxxxxx me lo vieni a dire a me questo discorso, no non perché sia chissà chi, ma il discorso, l’accento non era sui servizi sociali. Perché qui stiamo parlando di implementare i servizi sociali. Però me la tiri Xxxxxxx. Se la spesa del 2013 su 638 mila 404 sono al …” (e qui fa il nome della cooperativa di Gravina di cui il consigliere è stato dipendente fino a poco tempo fa) xxxxxxx, il problema attenzione. Non mi devi rispondere, però sei anche Presidente della commissione servizi sociali che mi dovrebbe rispondere, però non mi puoi rispondere. E la fermiamo qua.”
  • Al consiglio comunale, oltre ai due consiglieri di cui sopra, anche un’altra consigliere era in conflitto di interessi – ed avrebbe dovuto astenersi dal dibattito – in quanto una sua sorella era dipendente della stessa cooperativa di Gravina di cui si accennava prima. Escludendo il primo, gli altri due consiglieri sono oggi presenti nella maggioranza. Alla fine del dibattito il P.d.Z. venne approvato con 13 voti favorevoli e sette astenuti. C’è da chiedersi se i tre consiglieri in conflitto di interessi non avessero partecipato ai lavori il piano sarebbe stato approvato? (una curiosità: tre mesi dopo Magrone viene sfiduciato. I tre consiglieri in evidente conflitto di interessi gli restarono fedeli).
  • Nell’attuale consiglio comunale sono presenti altri consiglieri comunali il cui mandato amministrativo li pone in conflitto di interessi: uno fa il  giornalista, uno è sindacalista in una grande azienda dell’ASI, uno fa il progettista di cooperative sociali e non convoca la commissione di cui è presidente, tutti in conflitto di interessi. I consiglieri comunali, gli assessori e il sindaco, tutti loro dovrebbero sapere di chi parlo.

Chi ricopre cariche istituzionali come quella di consigliere, assessore o sindaco, ha il dovere dell’imparzialità; qualora si presenti la necessità di decidere su interessi personali o professionali suoi, o che riguardano i suoi famigliari più stretti, dovrebbe perlomeno astenersi dal partecipare alle decisioni quando vengono esaminati e posti a votazione questioni che potrebbero procurare loro dei benefici. Come evidenziato sopra, però, questo in quel consiglio comunale, presieduto forse in maniera disattenta dall’attuale sindaco, non è stato fatto.