Morì per evitare il furto della sua auto: amici e familiari ricordano Miky

La famiglia De Palo e il sindaco Gatti

La famiglia De Palo e il sindaco Gatti

Un furto d’auto trasformato in tragedia. Michelangelo De Palo aveva 23 anni quando quel pomeriggio del 27 novembre 2007, morì nel tentativo di evitare che due balordi di periferia, rimasti senza un nome e un volto, gli portassero via quella macchina acquistata a suon di turni in fabbrica, di fatica e di sudore. Ieri, a 4 anni dalla sua scomparsa, amici e familiari hanno voluto ricordarlo con una partita di calcetto organizzata al centro sportivo Oratorio di Modugno. Alla manifestazione sono intervenuti, in segno di rispetto e di vicinanza alla famiglia, il sindaco Mimmo Gatti e gli assessori del Comune, Vito Signorile e Roberta Chionno, che hanno consegnato alla mamma di Michelangelo, la signora Grazia Policarpo, un mazzo di fiori e una targa in onore del figlio.

 

LA CRONACA DI QUEL GIORNO – Poco dopo le 14 del 27 novembre 2007, Michelangelo De Palo, operaio di un’azienda della zona industriale di Modugno, ormai alla fine della pausa pranzo, notò due individui introdursi nella sua auto, un’alfa 147. Non poteva non far niente. Così gridò, buttandosi all’inseguimento della sua Alfa che partiva a tutto gas. Si aggrappò alla portiera del lato passeggero, riuscendo ad aprirla. Voleva saltar dentro per bloccare i ladri. Finì presto sul selciato, battendo violentemente la testa. Quando fu soccorso e accompagnato al Policlinico di Bari era già in coma: morì tre ore più tardi in sala operatoria.

LA VICENDA GIUDIZIARIA – Due ragazzi vennero indagati dalla Procura di Bari per l’omicidio. Gli investigatori sentirono testimoni, chi quel giorno per primo accorse sul luogo della tragedia e chi, nei quartieri limitrofi, poteva aiutare a trovare la pista giusta. Nessuna prova a loro carico che potesse sostenere la tesi del pubblico ministero a dibattimento. Il caso fu archiviato nel marzo 2010 per insufficienza di prove. Ma la famiglia continua a sperare che un giorno sarà fatta giustizia.

ALLARME SICUREZZA? – Sono passati 4 anni da quando, all’indomani della tragedia, si chiedeva maggiore vigilanza soprattutto nelle zone periferiche della città, come quella in cui ha perso la vita Michelangelo. Ma si sa, dura qualche giorno. Il tempo di dimenticare. E’ per questo che organizzare eventi come una partita di calcetto in ricordo di un amico scomparso, aiuta a non dimenticare che le periferie vanno controllate con ancora maggiore attenzione, che la zona industriale era ed è buia e pericolosa, che dove le coscienze non arrivano, per paura o senso di omertà, devono spingersi la politica e le istituzioni con provvedimenti che restituiscano il senso di sicurezza ai cittadini. Nelle ultime settimane Modugno è stata teatro di ben tre sparatorie, che sono costate la vita a una persona e il ferimento di altre tre. Agguati legati a beghe tra gruppi criminali locali, forse relative allo spaccio di droga o a vecchi dissapori. Non tragedie come quella di Michelangelo, ragazzo “pulito” strappato alla vita, ma sintomi di un territorio dove la microcriminalità sa far sentire la sua voce. Abbiamo chiesto al sindaco quando i modugnesi debbano sentirsi preoccupati dagli ultimi episodi di sangue: “Ci hanno assicurato – ha detto – che questi ultimi episodi non sono legati alle attività di delinquenti locali ma sicuramente rientrano nel quadro criminale dei quartieri periferici di Bari, decisamente limitrofi a Modugno. Se dovesse verificarsi un altro fatto di sangue nella nostra città, non esiteremo, come già richiesto, ad allertare il prefetto”.

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