I pareri della cittadinanza sul doppio mandato Rana

Colloquiando con la gente tra le vie della città emerge in maniera chiara ed evidente la rabbia e la sfiducia che la cittadinanza ripone nella classe politica dirigente modugnese. Il dato allarmante della situazione è che non si tratta di una questione come qualcuno lassù in alto definisce “scelta di campo”, ma lo sconforto è totale senza distinzione di rosso e nero, senza distinguo di destra, centro o sinistra, anche perché sfido chiunque a trovare attualmente nel palazzo governativo del comune di Modugno una differenza tra maggioranza e minoranza.

Un’amministrazione con le mani legate dove rapporti costruiti “ad personam” per traguardi personali bloccano il perseguimento del bene comune, obiettivo primario di una generale attività politica. Forse l’attuale amministrazione sin dall’inizio del suo secondo mandato ha dato segni di non stabilità esplicati nell’emblematico gesto plateale del sindaco nel strappare un foglio contenente una lista di assessori forse non graditi alle segreterie di partito. Da quel momento in poi si originò l’inizio di una fine. Gli innumerevoli rimpasti le troppe cariche sovvertite, il cambiare partito da parte di alcuni esponenti consiliari o addirittura del primo cittadino passato all’ UDC hanno dato alla gente sia un chiaro segno di mancanza di idee, ma soprattutto di un attaccamento forzato a quelle seggiole per il raggiungimento di scopi personali.

A quattordici mesi dalle prossime elezioni comunali, è sulla linea della progettualità che dovrebbe muoversi la futura classe politica locale non solo per ricucire il rapporto ormai lacero con la cittadinanza, ma perché chi è chiamato a presiedere Palazzo Santa Croce ha un dovere prima etico che politico: governare per il bene comune…sarà fantapolitica?

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *