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Olio dalla Tunisia e grano, Longo: l’Europa fa il gioco delle tre carte

Olio dalla Tunisia e grano, Longo: l’Europa fa il gioco delle tre carte published on Nessun commento su Olio dalla Tunisia e grano, Longo: l’Europa fa il gioco delle tre carte
olioIl prossimo 25 febbraio il Parlamento europeo si pronuncerà in sessione plenaria sulla proposta di aumento del contingente di olio di oliva tunisino a dazio zero verso l’Ue. “Noi dalla Puglia continuiamo e continueremo a gridare il nostro no, di fronte ad un provvedimento iniquo e fortemente ingiusto che, sulla bilancia commerciale, farebbe precipitare il peso dell’agroalimentare soprattutto del Sud Italia. L’Europa non può far finta di non vedere e non sapere, rimescolando colpevolmente le carte in gioco”. E’ quanto sostiene il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo.

“Il problema – sostiene – non riguarda la quantità, ma lo sfregio a qualsiasi regola dell’equa e corretta concorrenza e a danno quasi esclusivamente dei Paesi della fascia mediterranea europea. Il problema, come sostiene Confagricoltura, è che c’è una apertura incondizionata delle barriere dal punto di vista agricolo, senza una valutazione dell’impatto reale sui nostri sistemi, senza una pretesa di reciprocità. Il problema è che ancora una volta si sacrificano – nel nome di una strategia solidale ma che appare poco influente e per niente limpida – i territori più poveri dell’Unione. Esattamente come denunciato proprio quest’oggi dalla Goletta Gialla di Coldiretti Puglia, nel tentativo di salvare il grano italiano dagli scarichi quotidiani di ingenti quantitativi di prodotto straniero e con il granaio Italia messo in ginocchio. Per questo – conclude Peppino Longo – chiedo al presidente della Regione Michele Emiliano, di non abbandonare mai questa sacrosanta battaglia che coraggiosamente sta portando avanti a tutela nome della nostra economia e delle nostre tradizioni. E per questo faccio appello a tutti i pugliesi presenti nelle istituzioni di unirsi e far sentire forte questa voce di giustizia”.

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